Tania e la Coworkeria / #lavoro

Condivisione della conoscenza

Tania e la Coworkeria - Lavoro

Intervista di Davide De Crescenzo, Direttore di intoscana.it, a Tania della ‘Coworkeria’ di Massa (spazio di coworking inserito nell’elenco qualificato di Giovanisì – Regione Toscana), intervenuta alla tappa di Massa di “Giovanisì in tour, il progetto raccontato dai giovani toscani”

Parliamo di coworking con Tania Mattei della ‘Coworkeria’, uno spazio di coworking nato dalla volontà e dall’entusiasmo di 8 ragazzi. Uno spazio di condivisione di strumenti, di possibilità, per fare network, conoscere, contaminarsi anche a livello professionale.
E’ bello avere spazi così aperti, in cui poter incontrare anche altri professionisti e costruire nuovi percorsi professionali.

Il nostro percorso nasce da un progetto pubblico. Siamo 8 ragazzi che sono stati selezionati da un progetto del Comune di Massa, finanziato da un bando di Anci, che ci ha formato alla realizzazione di un coworking. Siamo stati formati per 6 mesi e l’obiettivo finale del progetto era arrivare alla realizzazione del coworking. Abbiamo inaugurato il 28 maggio 2016 e per un anno abbiamo cercato di iniziare a raccontare alla città cosa vuol dire coworking. A giugno di quest’anno abbiamo partecipato al bando di Giovanisì – Regione Toscana per accedere all’elenco qualificato degli spazi di coworking ed è il momento in cui abbiamo iniziato a sentirci veramente un coworking, siamo diventati “adulti”.
Abbiamo iniziato a diventare un punto di riferimento sia per chi aveva bisogno di uno spazio per esercitare la sua libera professione (grafici, informatici, social media manager, etc.), sia per persone di passaggio. A luglio, invece, c’è stato il bando di Giovanisì – Regione Toscana per i voucher per coworkers e questo ci ha dato una spinta.

ci si aiuta in maniera completamente gratuita e con piacere; questo permette a tutte le persone che sono all’interno dello spazio di crescere nelle loro professionalità

Servivano coworkers che si fermassero lì e trovassero la loro casa all’interno del coworking.
Il fatto che ci fossero altre persone, oltre a noi 8, ci ha permesso di fare quello che volevamo fare fin dall’inizio, cioè diventare un punto di riferimento per l’innovazione per la città di Massa. Iniziare a fare corsi che prima non si facevano, portare presentazioni di attività che non c’erano. Una delle ultime cose che abbiamo fatto è stato il Linux Day, quindi mettere insieme persone che avevano voglia di parlare di software libero e dare loro un posto dove farlo.
Non siamo un’impresa, siamo un’associazione, quindi per esempio il fatto che il bando ha dato alle associazioni la possibilità di partecipare, ci ha permesso di avere un’opportunità. Per noi Giovanisì ha rappresentato una sorta di rete di protezione, perché avere dei coworkers che si fermeranno con noi per un anno, ci tranquillizza e ci permette di vederci in una prospettiva più lunga.

Accennavi al fatto che uno spazio del genere sottende il fatto che chi lo organizza ha anche una filosofia e un modo di approcciarsi alla realtà che ha a che fare con la condivisione. Si parla molto di sharing economy, nel turismo, nei trasporti, etc. Uno spazio del genere riflette questa visione di condivisione, ibridazione, la voglia di contaminarsi e anche di condividere beni e strumenti.

Si, soprattutto condivisione degli spazi, che è banale: un coworking è uno spazio in cui condividi la scrivania con altre persone. La cosa su cui abbiamo puntato di più è la condivisione della conoscenza. Ho citato il Linux Day non a caso: persone che venivano lì per aiutare gli altri a imparare ad utilizzare dei programmi gratuiti. Quello che succede ogni giorno in un coworking: so fare una cosa e la persona che è accanto a me non la sa fare, ci si aiuta in maniera completamente gratuita e con piacere; questo permette a tutte le persone che sono all’interno dello spazio di crescere nelle loro professionalità.

Una cosa su cui abbiamo puntato molto è stata diffondere questa nostra filosofia all’interno delle scuole: dall’anno scorso abbiamo ospitato 10 ragazzi in alternanza scuola-lavoro e questo ha dato vita anche ad un video, realizzato da Christian, che racconta i servizi gratuiti che offriamo.

 

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