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Qualcosa di mio

Storia di Stefano
Stefano - Fare impresa

Intervista di Davide De Crescenzo,  Direttore di intoscana.it, a Stefano Del Rosso, beneficiario del bando sull’imprenditoria giovanile e femminile, intervenuto alla tappa di Pontedera (PI) di “Giovanisì in tour, il progetto raccontato dai giovani toscani”

Stefano del Rosso è riuscito ad aprire un bar ristorante che si chiama Scalo 13. Stefano, Ci racconti com’è andata questa esperienza, come hai beneficiato di questa misura e come sta andando l’attività?

Faccio una piccola premessa: ho incominciato a lavorare quando ancora dovevo finire gli studi superiori. Per mantenermi durante gli studi universitari – mi sono laureato in scienze giuridiche – avevo continuato a fare lavori di diverso tipo e quello che più mi era rimasto nel cuore era il lavoro con il pubblico: avevo lavorato in bar e ristoranti e questa attività mi era sempre rimasta nel cuore.
Successivamente sono entrato nella grande distribuzione per una carriera all’interno di una grande azienda, ma quello che mi pesava di questa tipologia di lavoro era essere la matricola numero 22560, essere un numero tra un’infinità di persone. Molte cose non dipendevano da me.
Da qui la voglia di fare qualcosa di mio, di metterci la passione e la voglia che avevo. Mi si è presentata l’occasione di poter aprire un bar ristorante nella zona industriale di Pontedera, che era una nuova realtà in espansione. Grazie al progetto Giovanisì, con il contributo della Regione Toscana, è stato possibile ottenere un’agevolazione sul finanziamento per potere aprire questa attività, che mi ha aiutato ad abbattere il costo iniziale della startup e quindi ho avuto un rimborso parziale degli interessi sul finanziamento, che ha reso possibile l’inizio di questa attività.

… quello che mi pesava era essere la matricola numero 22560, un numero tra un’infinità di persone. Da qui la voglia di fare qualcosa di mio …

Come sei venuto a conoscenza di questa misura?

Ne sono venuto a conoscenza tramite un incontro che era stato fatto qualche anno fa in Camera di Commercio a Pisa, dove avevano riunito diverse tipologie di persone che potevano essere interessate alle attività di Giovanisì ed erano state prospettate tutte le opportunità che offriva in quel momento la Regione Toscana. Da lì ho cominciato a progettare una startup insieme ai miei collaboratori e al mio commercialista e siamo riusciti ad ottenere questo tipo di finanziamento, che ha reso possibile l’apertura della mia attività.

Siete soddisfatti?

Si, siamo soddisfatti. Stiamo lavorando nonostante il periodo difficile delle attività industriali nei dintorni, ma stiamo cercando di creare anche qualcosa di diverso all’interno di questa attività. Ora stiamo lanciando un progetto che viene attivato il venerdì sera presso il nostro locale, dove, oltre ad aprire come bar o pub, diamo la possibilità a giovani artisti di venire ad esporre le loro opere di pittura, fotografia, etc. Vengono allestite per un periodo di due settimane o un mese all’interno del locale; questo dà a noi la possibilità di variare sempre la nostra immagine e agli artisti di presentare le loro opere e di farsi conoscere.
Inoltre, stiamo organizzando dei corsi di formazione: per esempio ne abbiamo iniziato uno martedì scorso, durato due giorni. Si tratta di corsi professionalizzanti per barman, a cui hanno partecipato sia barman della zona sia un barman di Firenze. Stiamo portando avanti un progetto del genere anche con Confcommercio, per dare, all’interno del nostro spazio, una possibilità di formazione in più a chi si vuole avvicinare al nostro mestiere.

Quindi uno spazio polifunzionale, ricco, dinamico. Un consiglio a chi vuole aprire un’attività imprenditoriale? Rende orgogliosi aprire qualcosa di proprio, però immagino che non sia facile… che consiglio daresti?

Innanzitutto di non sottovalutare l’impegno che ci vuole: qualsiasi attività che viene fatta in proprio occuperà il 90% del nostro tempo ogni giorno. Quindi di avere la voglia di portare una parte della propria vita all’interno di quest’attività, di crederci e comunque di cercare di avere una programmazione ben definita di quello che si vuole fare per non trovarsi poi a dover cambiare le cose o a dover improvvisare. Oggi, con la concorrenza che c’è e con la difficoltà che stiamo vivendo nel nostro Paese, bisogna essere consapevoli di cosa andiamo a fare e proporre qualcosa di diverso, che possa fare la differenza davvero.

 

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