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Libertà di espressione culinaria

Simone - Fare impresa

Intervista di Davide De Crescenzo, Direttore di intoscana.it, a Simone Carta, beneficiario del bando Creazione di impresa – Microcredito, intervenuto alla tappa di Firenze di “Giovanisì in tour, il progetto raccontato dai giovani toscani”

Parliamo di fare impresa e di cucina, toscana e fiorentina in particolare, con Simone Carta, giovanissimo chef di 25 anni, che ha dato vita, insieme ad un collega e amico, a Dansi Rinascimento Culinario.
Un modo nuovo di interpretare la cucina toscana e fiorentina, non solo in cucina appunto, ma anche nel modo di offrire il servizio di catering.
Avete beneficiato del microcredito della Regione Toscana, nell’ambito di Giovanisì, area Fare Impresa, raccontaci la vostra iniziativa imprenditoriale.

Sono Simone e parlo anche per Daniele, io sono il “Si” e lui il Dan” della società, che si chiama Dansi Rinascimento Culinario, un nome che indica da dove veniamo e anche il settore in cui operiamo.
Abbiamo fondato la nostra società due anni fa e abbiamo usufruito del bando di Giovanisì per avere una spinta per iniziare, perché non è assolutamente facile ottenere credito dalle banche, soprattutto quando ti presenti e hai 22-23 anni senza nessuna garanzia, è anche un po’ demoralizzante.

L’idea di mettersi in proprio è nata per dare sfogo alla creatività

Grazie a questa opportunità, un finanziamento a tasso zero di circa 20 mila euro, abbiamo avuto la possibilità di creare un catering che non fosse il classico catering a cui siamo abituati. Abbiamo creato una cucina all’interno di un furgone, acquistando un food truck, allestito come un vero e proprio ristorante. Abbiamo qualsiasi tipo di attrezzatura sopra: dai fornelli, ai fuochi, al bollitore per la pasta. In più abbiamo allestito un laboratorio di cucina professionale, dove prepariamo il tutto e poi utilizziamo il furgone come metodo di servizio. Non è il classico catering a sedere. Lavoriamo soprattutto con stranieri, organizzando matrimoni e servendo direttamente il cibo dal food truck.
Lo posizioniamo per esempio a bordo piscina nelle ville, soprattutto nel Chianti e nelle zone intorno a Firenze.
Piano piano anche per gli italiani sta prendendo campo questa innovativa formula di fare catering, dinamico e anche divertente, in cui gli ospiti vedono realmente quello che accade in cucina.

Che tipo di risconto avete avuto?

Il primo anno, essendo una cosa nuova, non è stato facile inserirsi nel campo del catering, perché c’è molta molta concorrenza. Il secondo, il 2017, abbiamo fatto un bel lavoro. Per il 2018 siamo già impostati e dovrebbe essere una bell’annata.

Avete anche un bel sito, la comunicazione per voi è fondamentale…

Per il sito abbiamo coinvolto una nostra amica, che ci ha creato il logo, il sito; lavoriamo tra giovani e ci piace questa collaborazione.

Mai come ora quello del food è un tema centrale. E’ il tema del momento, quello di diventare chef, anche attraverso i talent legati a questo settore. Voi siete giovanissimi, avete fatto esperienza anche in vari ristoranti fiorentini, stellati e non. Che consiglio dareste a chi vuole approcciare questo mondo?

Tutte queste iniziative televisive non rispecchiano la realtà, soprattutto per chi intraprende la carriera di ristoratore. Lavorare in un ristorante non è come appare in televisione, non è solo impiattare e fare le cose “fighe”, è anche tanta fatica, soprattutto per i nuovi arrivati.
L’idea di mettersi in proprio è nata anche per questo: per uscire dalla staticità dei 20 metri quadrati della cucina e dare sfogo alla creatività e alla libertà di espressione culinaria.

 

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