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Una grossa mano

Niccolò - Fare impresa

Intervista di Simona Bellocci di intoscana.it a Niccolò, beneficiario del bando fare impresa in agricoltura, intervenuto alla tappa di Pistoia di “Giovanisì in tour, il progetto raccontato dai giovani toscani”

Niccolò, la tua è un’esperienza legata ai fondi del piano di sviluppo rurale.

Sì, il Pacchetto Giovani, nell’ambito di Giovanisì – Regione Toscana, dava possibilità ai giovani tra i 18 e i 40 di partecipare al bando del piano di sviluppo rurale, attraverso due tipi di interventi. Un primo aiuto era dato per l’avvio dell’impresa, 40mila euro a fondo perduto a giovane imprenditore. Prima, l’aiuto era soltanto al singolo, ma da questo bando per la prima volta era concesso in forma multipla, fino a un massimo di cinque soci. Inoltre c’era anche un’agevolazione sugli investimenti, dal 40 al 50% a fondo perduto. Una grossa mano!

L’idea di partecipare al bando è venuta a me e a un mio amico, ora socio. Poi abbiamo cercato gli altri soci e un’azienda che potesse essere adatta a quello che ci immaginavamo e abbiamo fatto il business plan. Così abbiamo avviato un’impresa di tipo agricolo con allevamento di tipo suino e ovino. Abbiamo acquistato dei mezzi agricoli per le operazioni necessarie e ora inauguriamo anche un negozio e un laboratorio di trasformazione di prodotti caseari, nel quale facciamo rete d’impresa con altre realtà della regione, come ad esempio la Dynamo Camp.

Si è trattato di un grossissimo aiuto, anche perché, ripeto, erano soldi a fondo perduto e la cifra era cospicua. Devo dire, però, che un aspetto difficoltoso è stato l’accesso al credito, perché dovevamo avere una fideiussione e non è stato semplice ottenerla. Inoltre ci sono stati alcuni ritardi, per la graduatoria e poi per la ricezione dei fondi. Tutto questo comunque è valso la pena perché ci ha dato la possibilità di partire da zero, in un’azienda che era un’azienda agricola abbandonata da anni. Altrimenti non avremmo potuto iniziare.

Spesso si parla dei giovani che partono e vanno a realizzare il loro sogno all’estero. Tu, però, hai fatto il processo inverso…

Sì, io dopo la laurea in agronomia sono partito per l’Australia e sono rimasto a Sidney per quasi un anno. E’ stata un’esperienza di vita e soprattutto mi ha dato un input per avviare la mia impresa, perché là ho lavorato e ho visto le realtà imprenditoriali all’estero, che mi hanno dato la voglia e lo spirito di iniziare la mia. Il coraggio, ecco. Il confronto con altre realtà all’estero mi ha dato questo spunto, il coraggio per tornare e avviare questo progetto.

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