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Le opportunità

Maicol - Servizio civile

Alla fine ho seguito il tuo consiglio: sono andata a trovare Maicol al Centro di Ascolto di Cortona. Hai fatto bene a insistere, è stata una bella esperienza. Ci sono andata in treno, ho preso l’Intercity, quello che arriva fino a Napoli. In cabina con me c’era una famiglia che tornava al sud per il fine settimana. Avevano apparecchiato il tavolino e consumavano la colazione: pane, salame piccante, vino. Io mi ero portata da leggere Le confessioni di Tolstoj: immaginati che viaggio introspettivo è stato il mio, tra l’odore del salame piccante e la ricerca del senso della vita.

Sono scesa ad Arezzo e ho preso subito il regionale per Cortona. Sono arrivata in stazione e il cielo sembrava di latta anche se le previsioni avevano predetto bel tempo. Ho fatto una passeggiata in centro: tutto bello come sempre, esattamente come me lo ricordavo. Faceva freddo ma non mancavano i turisti con i nasi in su e le bocche aperte.

Con Maicol mi ero data appuntamento in un bar. Appena è entrato l’ho riconosciuto subito, impossibile sbagliare. Me lo avevi descritto molto bene. Alto, magro, i lineamenti del volto dolci, la voce pacata, calma. Ci siamo seduti a un tavolino a chiacchierare un po’, prima di andare a vedere il Centro di Ascolto. Abbiamo preso un caffè e ho chiesto a Maicol di raccontarmi di lui. Mi ha detto che ha ventotto anni, che è diplomato in Scienze Sociali e dopo gli studi aveva trovato un lavoro come impiegato in una ditta edile. Ma il Paese ci sta franando sotto i piedi: la ditta ha chiuso e lui si è ritrovato senza lavoro. Quante altre occasioni ci sono per i giovani, oggi? Poi gli è arrivata voce che la Regione aveva aperto un bando per il Servizio Civile e visto che con l’età ci rientrava, si è iscritto, anche se era sicuro che non lo avrebbero preso. Al primo incontro c’erano tanti ragazzi che avevano più esperienza di lui in questo campo, era abbastanza sfiduciato. E invece è andata bene. Finalmente un’opportunità.

Gli ho contestato che comunque era lunga solo un anno, ma mi ha fatto capire che le opportunità in generale sono oro che cola in questo periodo. Occasioni che nessuno si sogna più di offrire. Il Centro lo impegna trentadue ore settimanali, ha un contributo di 430 euro e in più è un’esperienza unica. Ci teneva a farmi capire questa cosa, che lui nel Centro di Ascolto sta a contatto con molte realtà, alcune davvero difficili, ma impara ogni giorno qualcosa, non è solo lavoro di manovalanza. Vede tante situazioni al limite, di disperazione pura. Mi ha fatto strano che parlasse di povertà e disperazione mentre fuori la città di Cortona splendeva di ricchezza anche sotto il cielo grigio. Insomma la povertà in una cittadina notoriamente ricca è un bel contrasto, no? E invece Maicol mi ha confermato che i poveri ci sono, ce ne sono più di quanto si possa credere. Allora mi sono fatta spiegare chi sono le persone che generalmente bussano alla porta del Centro. In particolar modo sono extracomunitari, marocchini su tutti, qualche romeno e albanese, ma ci sono anche italiani. Tante donne.

Gli ho chiesto se tutta questa disperazione che vedeva condizionava un po’ la sua sfera privata e mi ha risposto che in effetti non è facile staccare, ma è essenziale lasciare dentro il Centro i problemi della gente che lo frequenta, altrimenti c’è da impazzire. Sai che mi ha detto? Qualche volta verrebbe voglia di rovesciare il mondo ma non siamo supereroi.

Ha ragione, credo che possa succedere di farsi coinvolgere, perché le ingiustizie non sono ancora diventate normalità. Verrebbe istintivo di trascendere dal ruolo e fare di più, in buona fede. Ma Maicol su questo argomento mi sembra piuttosto sicuro: c’è il rischio di fare peggio, di rendere ancora più critica una situazione già difficile di per sé. È un ragazzo ponderato. Dice che da quando fa questo lavoro i problemi, i suoi, li vede con occhi diversi. Lui che finito questo anno di Servizio Civile rischia di trovarsi di nuovo disoccupato. Ecco, adesso capisco meglio il discorso sulle opportunità e tutto il resto.

Poi mi ha accompagnata a vedere il Centro di Ascolto. È una bella palazzina: è stata ristrutturata completamente nel 2010. Siamo in pieno centro storico di Cortona ma la strada rimane dietro al seminario, non è troppo in vista e credo che sia giusto così. Al piano terra ci sono due uffici dove si incontrano le persone che hanno bisogno di aiuto. E l’aiuto che richiedono è: cibo perché non hanno soldi per fare la spesa, soldi per pagare le bollette, un sostegno per trovare il lavoro perso. Maicol mi diceva che in un anno sono state pagate utenze, medicinali e affitti per un totale di 4.800 euro. Ma a volte può succedere che l’aiuto si riduca ad una semplice chiacchierata, puro ascolto in un momento di scoramento.

Al piano di sotto c’è il magazzino per gli alimenti: pacchi di pasta, riso, latte e zucchero. Cartoni del latte e scatolette. Una volta a settimana arrivano circa trentacinque persone e viene distribuito loro un pacco spesa.

E non è finita qui: al piano di sopra hanno creato un miniappartamento, arredato, pronto per l’uso destinato alle famiglie con sfratto. Lo possono occupare in attesa di trovare un’altra sistemazione. E sopra l’appartamento c’è una sorta di dormitorio con quattro posti letto, a disposizione per chi un letto non ce l’ha più. C’è un regolamento piuttosto rigido da rispettare ovviamente, però il Centro di Ascolto ti dà la possibilità di dormire sotto un tetto quando l’altra unica possibilità è una notte all’addiaccio.

Insomma sono ben organizzati e Maicol è contento di questa esperienza. Ovviamente non è mai facile rapportarsi con un’utenza del genere; mi ha detto che una volta un uomo ha perso le staffe e ha preso per il collo il responsabile, perché capitano persone che pensano che il Centro debba risolvere tutti i loro problemi, perché la disperazione fa fare anche azioni del genere. Ma ho l’impressione che Maicol abbia compreso e riesca ad andare oltre.

È giovane, è vittima lui stesso di questo sistema che stritola persone, famiglie intere, però riesce ad andare oltre.

Insomma, hai fatto bene a insistere perché andassi a trovarlo. Ti sono grata per questo. Ti sarei ancora più grata però se domani riuscissi a trovare un’altra opportunità ancora per Maicol, per il Paese tutto.

Un caro saluto
Laura

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