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Una sfida difficile

Luca - Fare impresa

Intervista di Davide De Crescenzo, Direttore di intoscana.it, a Luca, beneficiario del bando per giovani imprenditori agricoli, intervenuto alla tappa di Massa di “Giovanisì in tour, il progetto raccontato dai giovani toscani”

Luca sta realizzando un sogno, quello di aprire un agriturismo: il nome è “L’Eremo dei Poeti”, ad Aulla. Svolgerà attività turistico ricettiva, ma anche coltivazione di ortaggi, etc. Luca, come ti è venuta questa idea e come Giovanisì ti ha dato supporto?

Mi chiamo Luca Maria Simoncini, ho 29 anni e mi fa piacere poter raccontare il mio sogno e la mia attività.

La mia idea nasce nel 2014 mentre lavoravo fuori. Aulla, in provincia di Massa, è al confine con La Spezia e fa parte della Lunigiana; un territorio che, come sapete, non è molto ricco di imprese e attività e negli ultimi anni ha sentito molto la crisi.
Un ragazzo della mia età, dopo che si è laureato, difficilmente riesce a trovare lavoro dalle nostre parti, ma è costretto o ad andare all’estero come ho fatto io per un certo periodo (sono stato un anno a Londra) oppure nelle vicine Parma o Pisa o a Milano.

Il mio sogno era quello di risistemare il casolare di mia nonna, che si trova sulle colline in Lunigiana e poterci fare un agriturismo per provare a far vedere la bellezza della Lunigiana ai turisti di altri Paesi, ma anche italiani.

La sfida era difficile, perché il casolare di mia nonna era grosso ma tutto da ristrutturare. Ho avuto la fortuna, nel 2015, di partecipare al bando del PSR (Piano di Sviluppo Rurale), un bando importante per il quale la Regione Toscana, nell’ambito di Giovanisì, stanziò molte risorse. Questo mi ha permesso di accedere al contributo e oggi, con tutte le difficoltà del caso, riuscirò ad aprire l’agriturismo.

Hai scelto un bellissimo nome…

Il mio sogno era quello di risistemare il casolare di mia nonna

Si, “L’Eremo dei Poeti”. Riprende un po’ la mia formazione (ho fatto il Liceo Classico), poi Aulla è vicino a La Spezia, che fa parte del Golfo dei Poeti. L’agriturismo è strutturato in 5 appartamenti, ogni appartamento riprende il nome di un poeta che ha vissuto o è stato nelle vicinanze della Lunigiana: Byron, che è stato tra Lerici e Porto Venere, Schelling, Liala, una scrittrice degli anni ’40 che aveva una relazione con un signore di Aulla, Montale e Dante, che parla della Lunigiana nell’incontro con Malaspina in un canto del Purgatorio.

Sono molti i giovani che si stanno riavvicinando al mondo dell’agricoltura. Forse perché è in atto anche un cambiamento negli stili di vita e nell’approccio al paesaggio. Tu cosa ne pensi?

Nella Lunigiana vedo che negli ultimi tre o quattro anni c’è stato un ritorno alla terra di tanti miei coetanei o ragazzi ancora più giovani. In primo luogo è dovuto al fatto del lavoro, perché fabbriche e industrie non ce ne sono più, quindi o si va via di lì o, se si sta lì e non si abbandona il territorio, la prima attività da fare è l’agricoltura. Penso comunque che ci sia una riscoperta di cos’è bio, di cos’è green, del buon vivere, del buon mangiare… quindi penso che sia dovuto anche a questo.

Quando ci sarà l’apertura dell’agriturismo?

Quest’anno abbiamo fatto l’olio. Annata non facile, perché non ce n’è stato molto, però quest’anno facciamo il primo imbottigliamento. L’apertura dell’agriturismo, invece, è il 1° gennaio.

 

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