Gilberto / #serviziocivile

Rimanere in Italia

Scritta da Gilberto
Gilberto - Servizio civile

Storia tratta dal secondo numero di “TXT  Young” e scritta da Gilberto, beneficiario  della misura Servizio Civile regionale del progetto Giovanisì.

Dopo la Laurea Magistrale in Scienze Geologiche e un Master in Spagna in gestione dell’ambiente costiero, all’alba dei miei 28 anni erano molte le domande che mi facevo sul mio futuro.

Libero da vincoli che mi trattenessero in Italia avevo la possibilità di tornare all’estero, intraprendere là il mio percorso professionale, magari recuperando l’inglese che in parte avevo perso in Spagna. Sono questi i momenti in cui devi sederti e parlare con la parte più profonda di te per capire cosa fare, e lei mi diceva di rimanere in Italia.

Mi suscitò interesse il bando del servizio civile in Toscana presso il Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli: 23.115 ettari di parco naturale che si estendono lungo circa 30 km di costa tra Viareggio e Livorno. “Costa? … E’ il posto che fa per me!”, mi dico. Mi presento al colloquio cosciente di avere poche speranze giacché essendo romano, seppur da poco domiciliato in Toscana, non conoscessi affatto il territorio del Parco. Nella sala d’attesa per i colloqui, un ragazzo si vantava di avere conoscenze interne. Io sospiro, cerco di non ascoltare, mi concentro sui motivi che mi hanno condotto là: vivere 12 mesi un’esperienza unica in un Parco naturale, approfondire le dinamiche alla base della gestione di un’area protetta e sentirmi utile, seppur in minima parte, alla salvaguardia della madre Terra. Svolgo il colloquio con disinvoltura, contento di essere rimasto fedele a me stesso, ma vado via amareggiato da quel discorso ascoltato in attesa del colloquio.

So di aver toccato il soffitto dalla gioia quando qualche settimana dopo leggo il mio nome tra i 10 selezionati per il servizio civile al Parco. Intraprendo questa esperienza con una carica e una soddisfazione enorme! Le prime due settimane conosco gli altri ragazzi selezionati, tutti toscani, tutti competenti in settori diversi, chi turismo, chi giurisprudenza, chi agronomia etc. Mi sento onorato di far parte di quel gruppo, è chiaro sin da subito che la mia specializzazione in gestione costiera mi porterà ad occuparmi del tratto litoraneo del parco. Ma la vera sorpresa arriva quando il direttore del Parco ci comunica le specifiche mansioni che ognuno di noi seguirà sotto la supervisione degli addetti del Parco. I miei compiti saranno quelli di seguire le pratiche di ricandidatura del parco al titolo di Riserva della Biosfera dell’UNESCO, ma soprattutto lo sviluppo e la gestione di un programma annuale di Volontariato nel Parco. Deglutisco, sono spaventato e inorgoglito allo stesso tempo, mi sento sopraffatto da un carico di responsabilità enorme verso il Parco.

Ciò che avrei svolto nei seguenti 12 mesi sarebbe stato un percorso formativo a tutto tondo, ambientale, promozionale, gestionale, ma soprattutto sociale, sotto la supervisione degli addetti esperti del Parco e dello stesso direttore, d’accordo col principio del servizio civile “imparare facendo”. A distanza di 11 mesi da quel giorno mi ritengo un privilegiato.

E’ vero, molti ragazzi della mia età rinuncerebbero all’idea di mettersi in gioco per un anno intero a poco più di 400 € al mese, eppure la vera ricchezza l’ho accumulata nel cuore mese dopo mese: ho conosciuto e coordinato ragazzi e ragazze di tutta Italia giunti fino al Parco per vivere un breve periodo a contatto con la Natura e svolgere mansioni quali la pulizia delle spiagge dai rifiuti, il monitoraggio degli animali che abitano nel Parco, la manutenzione delle specie vegetali autoctone, la sensibilizzazione del turista alla conoscenza del territorio; ho promosso i valori dello sviluppo sostenibile davanti ai sindaci dei comuni limitrofi al Parco, convincendoli ad appoggiare la causa dell’UNESCO per l’equilibrio tra uomo e biosfera; ho goduto di quelle emozioni autentiche donate incondizionatamente dalla Natura a chi è capace di fermarsi e gioire di un bene comune.

Ma soprattutto ho imparato che quando c’è una passione a guidarti la stanchezza non la senti.

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