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Essere invisibili è un superpotere

Fogg - Giovanisi+

Polistrumentista e cantautore 26enne, Fogg è una ‘identità misteriosa’ di cui nessuno conosce il volto e del quale nessuna informazione trapela. Arrivato alle semifinali del Rock Contest di Controradio nel 2017, è autore di un raffinato pop contemporaneo piuttosto ballabile, al momento in studio per preparare il disco d’esordio in uscita nei prossimi mesi.

Con il brano ‘Tutti tranne me’, Fogg è tra i vincitori di Mai in silenzio, concorso nato per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza sulle donne e per un corretto rapporto tra i generi. A decretare i vincitori, una giuria d’eccezione composta da nomi eccellenti come Dario Brunori, Irene Grandi, Francesco Guasti, Tommaso Novi.  Terzo classificato. Fogg avrà la possibilità di realizzare le proprie produzioni musicali (dalla registrazione di un album alla produzione di un videoclip, al servizio di promozione e ufficio stampa), con budget di 1.000 euro, e potrà suonare il suo brano durante i concerti, per sensibilizzare le platee di giovani sul tema della violenza di genere. Noi di Accènti, il progetto di storytelling di Giovanisì, l’abbiamo intervistato per conoscere la sua storia.

Come sei venuto a conoscenza del concorso ‘Mai in silenzio’?

Internet. Ero impegnato a lavorare sull’album, periodo complicato. Poi Eleonora, una mia amica e collaboratrice, me lo ha ricordato.  E, alla fine è andata bene.

Come ti sei avvicinato a un tema complesso come quello della violenza di genere?

Mi sono confrontato con alcuni riferimenti su questo tema, su tutti “Colpo di pistola” di Brunori Sas. Tema spinoso. Non si presta a semplificazioni, si rischia la banalità. E’ una sfida, in definitiva. La scelta è stata quella di scrivere due testi in parallelo. Le due storie si sono fuse, l’una nell’altra. Il risultato è frutto di sperimentazione, di suoni e narrazione. Non era mai abbastanza, ma ora sono abbastanza soddisfatto.

Come hai iniziato il tuo percorso musicale? 

Da piccolo. A 8-10 anni. Cominciai a suonare. Poi, il conservatorio.
L’incontro con Andrea Ciacchini, mio attuale produttore, ha dato inizio al progetto musicale vero e proprio.

Tema spinoso. Non si presta a semplificazioni, si rischia la banalità. E’ una sfida, in definitiva.

Ce lo puoi raccontare?

Al termine del mio percorso di studi, ho cominciato ad annotare testi, idee. Bozze perlopiù. Cellule melodiche appuntate sul computer. Poi ho preso in mano gli strumenti, pianoforte e sassofono.
Con l’esperienza del Rock Contest ho avuto modo di conoscere Andrea che mi ha spinto ad individuare un mio approccio alla musica. L’approfondimento degli arrangiamenti, lo studio continuo, e la scrittura. Le canzoni, eccetto il confronto/contributo con Eleonora e Andrea, sono interamente mie.

Perché non vuoi svelare la tua identità?

E’ una scelta figlia del nostro tempo. Oggi, essere invisibili è un superpotere.

Cosa ne pensi dell’opportunità che ti ha dato ‘Mai in silenzio’?

Oltre alla gratificazione, sicuramente l’opportunità di suonare in giro.
Parlando della canzone, mi ha sorpreso. Sono riuscito ad identificarmi, benché il tema non rispecchi cose che ho provato in prima persona.

Prospettive future?

Per il momento sono in piena fase creativa. Voglio fare bella musica. Punto.

 

Per conoscere le storie di tutti i vincitori del contest, clicca qui

Mai in silenzio è il progetto musicale realizzato dall’emittente Controradio con il sostegno di Regione Toscana nell’ambito del progetto Giovanisì, e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, con la sponsorizzazione di Unipol.

Il bando si inserisce in Giovanisì+, area del progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani dedicata a temi come partecipazione, cultura, legalità, sociale e sport.

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