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La psicologia della gestione dei tempi

Davide - Servizio civile

L’autonomia vuol dire abitare da solo, essere indipendente, non domandare ai genitori ogni mese i soldi per sopravvivere. Quando sei autonomo, hai l’abilità di gestire la tua vita e prendere decisioni da solo.

«Che cosa…», ho mezzo-bisbigliato sotto il mio respiro. Non c’era un campanello. Chi costruisce una porta senza un campanello? Non c’era neanche una maniglia della porta. Solamente una toppa. E visto che non avevo chiavi, ero sfortunata. E se avessi sbagliato posto? Controllai per la quarta volta il nome scritto sul bianco cartellino alla sinistra della porta, e là c’era scritto a chiare lettere: Ireos. Senza dubbio ero nel posto giusto.

Volevo bussare alla porta. Temevo fosse un po’ puerile. O strano. O che probabilmente non ci fosse nessuno e forse avessi sbagliato appuntamento o giorno o qualcos’altro. Decisi di inviare a Davide una mail. Da fuori la porta del suo ufficio. Volevo spiegargli che la mancanza di un campanello mi stava confondendo. E mentre finivo il messaggio, mentre stavo per premere il pulsante per inviarlo, una mano toccò la mia spalla, e il suo proprietario disse «buongiorno», e il suo proprietario era Davide.

Davide ed io ci siamo conosciuti per la prima volta a un evento sul servizio civile a Firenze qualche mese prima. Era uno dei giovani servizio civilanti che ha parlato delle sue esperienze, e ha condiviso le riflessioni e i consigli per i richiedenti eventuali e altri coetanei. Appena finito il suo discorso, sceso dal palco, sentì una mano picchiettare la sua spalla, e quella mano, in quel caso, era la mia.

Ho usato un misto di gesti e bisbigli per invitarlo fuori dall’auditorium per parlare con calma. Forse era confuso sul perché una piccola, strana ragazza emergesse dalle ombre per picchiettarlo. Ho chiarito subito. Gli dissi che volevo capire di più sulle sue esperienze accademiche e professionali. Lui mi rispose che non vedeva l’ora di partecipare e di essere intervistato. Abbiamo scambiato gli indirizzi email e il resto è storia. Questa storia, infatti.

Prima dell’intervista, Davide mi ha fatto da guida per l’ufficio. Ireos è una piccola serie di stanze con soffitti alti. Una stanza, dove lavora lo staff, ospita una biblioteca. La seconda è la stanza delle feste completa di grandi tende di tessuto decorativo, file di luci natalizie, e una strepitosa tavola per spuntini. L’ultima stanza è usata quando le feste diventano troppo divertenti e c’è bisogno di altro spazio.

Dalla sua nascita nel 1997, Ireos prevede tanti diversi servizi per la comunità GLBTIQ (gay, lesbiche, bisessuale, transessuale, intersesso, e queer) toscana e fiorentina. È stata una delle prime organizzazioni di questo tipo in Italia. Il suo obiettivo principale è migliorare la qualità della vita e l’integrazione sociale, e per proteggere la salute e il benessere della popolazione queer in Toscana.
Davide è uno dei due servizio civilanti a Ireos, e ha cominciato nel luglio 2012. È un tipo superman, sta anche finendo gli studi in Psicologia e, contemporaneamente, sta svolgendo un tirocinio di un anno all’Ospedale di Careggi con il gruppo di gender identity. All’ospedale, segue gli psicologi che assistono le persone che vogliono cambiare sesso. È impegnato anche a somministrare dei test psicologici su questo campo, insieme all’equipe di ricerca. Sosterrà l’esame di Stato per psicologi a luglio.

Davide già lavorava con il gruppo di gender identity a Careggi quando scriveva la tesi, e avendo fatto un buon lavoro lo hanno accettato volentieri quando ha fatto la richiesta per il tirocinio. È particolarmente interessato alla gender identity non solo per la tesi, ma anche perché uno dei suoi amici sta affrontando il percorso di cambio di sesso, quindi il tema ha una rilevanza personale. Fin da quando era bambino Davide ha sempre saputo di voler studiare psicologia.

«Non sono mai stato interessato a studiare altre cose. Ingegneria? No. Architettura? Assolutamente no. Ho sempre sentito un legame con la psicologia», ha detto Davide picchiettando, quasi tamburellando, le sue dita sul tavolo. Davide è una di quelle persone con cui senti immediatamente un forte feeling, un secondo dopo averlo incontrato. Dopo cinque minuti di conversazione, sembra di conoscersi da una vita, o almeno di aver fatto la scuole medie insieme o qualcos’altro. C’è una familiarità che non puoi spiegare, come se avessimo condiviso tante pizze e tanti ricordi. Davide è alto e magro con gli occhi sorridenti e gli occhiali con la montatura spessa e nera. Ha la voce carezzevole, e quasi sempre finisce le sue frasi con un sorriso e un cenno convincente.

Davide ha trovato Ireos per caso, e visto che il suo tirocinio a Careggi era gratuito, ha deciso che il servizio civile sarebbe stata un’opportunità perfetta per mettere in pratica i suoi studi, sostenere la comunità GLBTIQ di Firenze, e guadagnare un po’ di soldi. E non poteva essere più contento. Ma è sempre così completamente, incredibilmente impegnato? Sì.

«A volte sono all’ospedale di mattina e poi vado a Ireos nel pomeriggio per le riunioni. Qualche volta devo andare avanti e indietro fra le due sedi più volte al giorno. Può essere abbastanza stancante», ha detto Davide. Ma sta facendo un lavoro che ama, e lui dice che tutta la fretta e lo stress valgono la pena.

Davide svolge diversi ruoli a Ireos, ma una delle sue responsabilità principali è fare attività nelle scuole fiorentine. Questi interventi durano quattro settimane, e sono focalizzati sui temi come stereotipi di genere e bullismo e per costruire collaborazioni, e per aiutare le scuole a diventare posti sicuri per tutti gli studenti. Davide fissa anche appuntamenti, organizza gli incontri dei gruppi, e dà una mano in ufficio. La maggior parte degli psicologi a Ireos fa del volontariato, incontri di gruppi e individuali.

«Riceviamo dei fondi dalla Regione per gli interventi nelle scuole, e abbiamo una tessera di sconti per raccogliere soldi ogni anno. Il resto lo mettiamo noi», ha spiegato Davide. Ireos riceve un piccolo budget dalla Regione, ma il suo successo è dovuto alla gentilezza e alla dedizione dello staff e dei volontari. Benché Davide deve prestare servizio solo 30 ore alla settimana per servizio civile, spesso dà più tempo a Ireos per aiutare nell’organizzazione degli eventi e per dare una mano a psicologi e volontari per essere sicuro che tutto funzioni bene.

«Non è solo un impegno lavorativo. È anche un impegno per una causa, e ciò vuol dire che qualche volta devi dare un po’ di più». E loro lo danno. Oltre il lavoro nelle scuole, Ireos prevede tanti altri servizi importanti per la comunità queer. C’è un gruppo che si incontra regolarmente per discutere le strategie per combattere l’omofobia internalizzata, c’è un gruppo di giovani (fra 18 e 30 anni) che si incontra ogni martedì per parlare di vari problemi sociali, e c’è un gruppo di genitori di giovani GLBTIQ. Ireos offre anche test HIV gratuiti e anonimi ogni mese.

«Tante persone utilizzano i test HIV gratuiti. È uno dei servizi più importanti che diamo. A parte le feste», ha detto Davide con un sorriso.

I test HIV e l’accesso all’assistenza psicologica sono ovviamente fondamentali per garantire la salute e il benessere dei giovani GLBTIQ, ma spesso la musica tecno e un bel piatto di formaggio possono anche funzionare da terapia. Insieme ai suoi servizi più tradizionali, Ireos frequentemente organizza feste ed eventi sociali per giovani. I giovani GLBTIQ affrontano più stress, bullismo, ed esclusione sociale dei loro coetanei eterosessuali, e queste feste sono un’opportunità per incontrare altra gente interessante, fare amicizia e ballare.

Davide ama queste feste perché mettono insieme tante persone diverse che stanno cercando buon formaggio e una buona serata. Aiuta ad organizzare questi eventi oltre alla grande festa di tre settimane di Ireos in autunno: il Florence Queer Festival. Il Florence Queer Festival offre un ricco cartellone di film, arte, teatro e letteratura, ed è una celebrazione della cultura e dell’attivismo queer. Lo scorso autunno è stato il decimo compleanno del Festival, e sfortunatamente questa celebrazione ha coinciso con un’azione di violenza contro la comunità GLBTIQ a Firenze.

Il 28 ottobre 2012, Giulio e Simone, una giovane coppia gay, sono stati aggrediti perché si baciavano fuori da un locale in centro a Firenze. La stessa settimana, la Commissione Giustizia della Camera ha bocciato una proposta di legge contro l’omofobia e la transfobia.

«Abbiamo reagito immediatamente. È stata una tragedia, e dovevamo rispondere», ha detto Davide. «Abbiamo organizzato un flash mob alla stazione Santa Maria Novella, un flash mob di baci, per dimostrare che ognuno dovrebbe sentirsi sicuro e avere la possibilità di mostrare il proprio amore in spazi pubblici». Ireos ha organizzato un gruppo di coppie gay e ha scritto e tenuto un discorso di protesta contro la violenza alla comunità GLBTIQ. Mentre prendevano il treno e i tram, le coppie si sono baciate, il discorso è stato letto e la manifestazione ha ricevuto molta attenzione. È stato un messaggio molto chiaro e forte.

«L’attivismo è fondamentale, ed è una parte significativa di quello che facciamo», ha detto Davide. «Lo staff di Ireos è sempre presente agli eventi e alle manifestazioni pubbliche perché mantenere una relazione con le istituzioni è importante. Aiuta a portare il nostro attivismo ad un livello diverso».

Benché il suo orario sia pienissimo, Davide è contento con il suo lavoro. Gli piace il suo tirocinio a Careggi, e il suo servizio civile con Ireos gli ha dato uno spazio per mettere in pratica il suo impeto.

«Faccio questo lavoro non solo perché lo amo, ma anche perché voglio cambiare le cose», ha concluso con un sorriso e un cenno convincente.

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