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Tutte le mie energie

Storia tratta dal secondo numero di TXT  Young e scritta da Azzurra, beneficiaria del Servizio Civile regionale
Azzurra - Servizio civile

È stata un’esperienza molto positiva fatta di nuovi incontri, nuove esperienze, sbagli e rimedi che hanno contribuito alla mia crescita sia “professionale” che personale. Ho messo in gioco tutte le mie energie e risorse e un pezzo del mio cuore è rimasto a Bagni di Lucca dove ho operato nell’ambito del progetto denominato “ECCO FATTO!” che sarebbe dovuto andare a sostituire una parte dei servizi di competenza dell’ufficio postale e avrebbe dovuto coprire le zone in cui lo stesso è stato chiuso.

In realtà il mio servizio è stato molto più di questo, non si è limitato a un freddo e distaccato rapporto tra operatore e utenza, ma si è spinto anche verso rapporti umani, di supporto e spesso basati sulla fiducia a mio parere inevitabile ed essenziale affinché il servizio fosse pieno del suo significato. È anche vero il fatto che io non mi sono mai rifiutata o risparmiata nell’aiutare chi si rivolgeva a me, generalmente persone anziane che, in paesi di montagna come i nostri, si sentono spesso abbandonate, impossibilitate e principalmente in difficoltà nello sbrigare anche le più semplici operazioni burocratiche che stanno diventando però sempre più complesse per una popolazione che sta invecchiando sempre di più, ed extracomunitari; quindi i due elementi fragili della nostra società.

È per questo che secondo me dobbiamo essere pronti ad accogliere chi si presenta, consapevoli che ci stiamo rivolgendo a persone che spesso non sanno “da che parte iniziare”, a persone che sperano di trovare in noi un appoggio.

Chiaramente parlo per quello che è stata la mia esperienza e per come io ho deciso di relazionarmi al pubblico, domandandomi sempre e prima di tutto che cosa avrei voluto trovare io entrando in quell’ ufficio, nelle condizioni e situazioni di coloro che si stavano presentando. Secondo me lo spirito adatto con cui affrontare questo percorso è svolgerlo con spirito di volontariato e non è una sciocchezza ma il passo principale, quello giusto. Parlo poco delle mansioni per cui è nato questo progetto perché effettivamente ho lavorato molto di più sull’aspetto sociale che su quello più pratico e burocratico perché effettivamente quello era ciò che la popolazione richiedeva maggiormente e di cui aveva più bisogno.

In base a ciò che ho appreso durante il percorso ho imparato che dobbiamo essere molto elastici e aperti e dobbiamo operare in base al bisogno e non esclusivamente in base alle regole.

È importante la comunicazione nel nostro servizio, quella giusta, quella assertiva e chiara, è importante saper comunicare e soprattutto saper ascoltare, essere pronti a comprendere l’altro; ho imparato ad ascoltare non sempre e solo per rispondere, ma anche solo per capire. Capire cosa era meglio per tutti quelli che avevano bisogno di me e cosa era meglio anche per me, per poter offrire il mio consiglio, il miglior servizio possibile, o anche soltanto… un caffè, perché spesso è anche solo un caffè in compagnia che ricercano le persone. Io personalmente non mi sono mai rapportata all’utenza da dietro una scrivania, ma ho sempre preferito starci seduta sopra e questo secondo me è stato un buon 50% della mia buona riuscita nel progetto.

Non sono partita in questo progetto con queste idee, ma le ho sviluppate durante il percorso e ne sono fortemente soddisfatta, sono cresciuta con gli utenti del servizio e da loro ho imparato. È stata una scelta la mia, quella di non voler portare le mie conoscenze in questo mio percorso, ma di voler imparare qualcosa di nuovo da aggiungere al bagaglio, ho voluto ripartire da zero insieme alle persone e camminando a fianco a loro, senza la presunzione di voler insegnare, ma

piuttosto con la presunzione di voler capire. E questo è stato il mio segreto. Ne sono uscita arricchita. Per concludere credo anche che per potersi relazionare correttamente con questa fetta della nostra società , spesso complicata, accusatoria e testarda ci vuole “vocazione” e tanta pazienza, ma la soluzione è una e si chiama giusta comunicazione. Fondamentale è anche il lavoro di gruppo, la collaborazione e cercarla e stimolarla è un ottimo ingrediente di riuscita.

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